Una storia antica
Conosciuta in Europa da poco più di un secolo, la pianta del peperone peruviano arrivò a Carmagnola agli inizi del Novecento, introdotta dal lungimirante orticoltore Domenico Ferrero di Salsasio. Oggi il peperone di Carmagnola, dal colore rosso vivace o giallo intenso, è ormai conosciuto e apprezzato in tutto il Piemonte per le sue caratteristiche uniche di qualità e genuinità. Esistono quattro tipi diversi di peperone: il Quadrato (quasi un cubo, con quattro punte), il Corno o Lungo (un cono molto allungato), il Trottola (a forma di cuore), il Tomaticot (varietà tondeggiante e schiacciato ai poli come un pomodoro, tomatic o pomatic nei dialetti subalpini). Oggetto del Presidio Slow Food è il Lungo, da sempre chiamato Corno di Bue nel carmagnolese. Un peperone dai colori splendidi (giallo intenso o rosso vivo) e dalla forma conica molto allungata (oltre 20 centimetri) con tre o quattro lobi (sul modello del primordiale Spagnolìn, il peperone oblungo proveniente dalle Americhe). Il peperone del Corno di Bue non era a rischio di estinzione, ma era avvilito dall’abitudine di destinarlo – spesso mescolato ad anonime varietà importate – all’industria conserviera.
Il Presidio Slow Food nasce per creare un nuovo mercato per questo ortaggio dalle eccellenti caratteristiche organolettiche: appetitoso ortaggio da tavola o ingrediente nobile di ricette tradizionali e creative.
Coltivazione
Si coltiva su terreni pianeggianti, limosi e sabbiosi. La semina avviene dall’ultima decade di dicembre all’inizio di aprile; i trapianti sotto tunnel cominciano all’inizio di febbraio, mentre per il pieno campo occorre aspettare fino a maggio. La concimazione è prevalentemente organica (letame bovino). La raccolta, scalare, è effettuata manualmente |con sacco a spalla| a partire dalla fine di luglio.